La passione dei numeri. Storie di N matematiche al Castello Conti

 

Sabato 8 agosto, alle ore 21.00, vi invitiamo in Cantina allo spettacolo teatrale: "La passione dei numeri. Storie di N matematiche" di Maria Rosa Panté, con Sara Urban. Regia di Costanza Daffara e musiche originali di Franco Enkil Barletta. 

 

Al termine dello spettacolo seguirà una degustazione con i nostri vini (facoltativa).

 

Prenotazione obbligatoria entro mercoledì 5 agosto

Per info e prenotazione: 0322 87187 -  info@castelloconti.it 


La passione dei numeri. Storia di N matematiche e' uno spettacolo di narrazione teatrale affidato ad un’attrice sola in scena e che nasce dal libro di Maria Rosa Panté "La scienza delle donne". Ricerca, teoremi e algoritmi al femminile, pubblicato nel 2017 da Hoepli.
Tra le molte figure trattate nel libro, tre sono quelle di cui si narra nello spettacolo: a essere tracciata è infatti la storia biografica e scientifica di tre importanti matematiche, Sofja Kovalevskaja (1850-1891), Emmy Noether (1882-1935) e Sophie Germain (1776-1831).
Le loro storie personali sono emblematiche di un certo modo, insieme concreto e visionario, di dedicarsi alla scienza, della relazione fra la ricerca scientifica e l’insegnamento, del superamento di barriere di genere e stereotipi: sono riuscite a entrare nel mondo ancora prettamente maschile dell’ambiente accademico; hanno fatto di loro stesse bandiera del diritto delle donne allo studio e al lavoro indipendente, fuori dalle mura di casa; hanno raggiunto eccelsi risultati nell’ambito degli studi matematici.
Sin dall’inizio dello spettacolo emerge un aspetto caratterizzante la regia: il gioco di suoni – musica, parole, rumori - che accompagna e inframezza il racconto, rievocando in particolare le atmosfere del tempo in cui le storie delle tre protagoniste si collocano. Le composizioni musicali originali, influenzate armonicamente dalla musica di quegli anni, sono prodotte con strumentazione moderna, cioè con sintetizzatori e visual instruments.
La scelta della musica elettronica è coerente con l’impianto dell’allestimento che vuole suggerire l’astrazione della matematica: pochi elementi essenziali sono presenti sulla scena, di materiali quali il vetro, il plexiglass, il metallo, con una scelta cromatica che coinvolge quelli che si potrebbero definire colori non-colori: il bianco, l’argento, le trasparenze, le superfici riflettenti. Lo specchio è anche elemento di moltiplicazione: le vicende emblematiche di Emmy, Sofja e Sophie rimandano a una grande storia di donne scienziate che dal passato giunge fino a noi.
Gli unici elementi dichiaratamente realistici sulla scena sono alcuni documenti: stralci di lettere, le pagine di un diario, articoli di giornale vengono letti dall’attrice nel corso del racconto quale materiale storico sul quale si basa la ricostruzione delle biografie narrate.
Costanza Daffara ha frequentato in giovane età la scuola di ballo di Liliana Cosi a Reggio Emilia. Passata in seguito al teatro ha mantenuto questa passione privilegiando, nei suoi nuovi studi, l’aspetto del “corpo in movimento” all’interno dell’attività teatrale. Ha fatto parte per una decina d’anni della compagnia teatrale “Gruppo Teatro Giovane” di Varallo frequentando contemporaneamente la scuola di teatro “Tam Tam” di Vercelli. Continua la sua ricerca attraverso corsi e stage con personalità importanti nel campo quali Eugenio Barba, Claudio Montagna, Giovanni Moretti, Franco Passatore, Girolamo Angione, Andrea Lanza, e molti altri. Da oltre vent’anni tiene corsi di laboratorio teatrale presso le scuole medie inferiori e superiori della provincia, nonché corsi serali per adulti, affiancando questa attività a quella di attrice, regista e coreografa che l’ha vista collaborare con molte associazioni, compagnie e artisti di vario livello. Dal 2013 è presidente dell’Associazione Culturale Fiorile e Messidoro alla quale è stato dato in gestione dal Comune di Varallo il salone XXV Aprile per l’organizzazione di eventi culturali di vario genere.
Maria Rosa Panté, vive a Borgosesia, è docente bibliotecaria in una scuola superiore. Collabora ai siti www.personaedanno.it; www.gaianews.it, www.griseldaonline.it. Ha pubblicato le raccolte poetiche L’amplesso retorico. Voci femminili dal mito, Campanotto 2004, e Gatti di-versi, Key Editore 2016, i racconti Noi che non fummo Muse, Manni 2006, il romanzo Non ho l’età, Zerounoundici Edizioni 2010 e saggi nelle antologie Animali della letteratura italiana e Banchetti letterari , ed. Carocci. Ha scritto testi per la rassegna Teatro e scienza, tra cui: La strega Agnesi, Premio Città di Trieste, 2008 e Casorati arte e scienza, con Lucilla Giagnoni, messo in scena anche a cura della Fondazione Ferrero ad Alba, in occasione della mostra sul pittore. Collabora alla scrittura degli spettacoli di Lucilla Giagnoni: Big Bang, 2009; Apocalisse, 2011; Ecce Homo, 2013, Furiosa Mente (2016). Nel 2013 ha scritto il soggetto del video vincitore del concorso per le biblioteche A corto di libri del 2013 e ha vinto il Premio “Insegnare poesia” del Festival di poesia di Genova. Ha pubblicato nel 2017 con la Hoepli il saggio La scienza delle donne sulle matematiche. È presidente dell’Associazione FAST, Facciamole Studiare: due fragilità fanno una forza, che ha lo scopo di far studiare ragazze in difficoltà, straniere e italiane, ospitandole in case di persone anziane e sole.
Sara Urban nel 2006 si diploma come attrice alla Scuola d’Arte Drammatica “Paolo Grassi” di Milano. Nel 2007 si laurea in Lettere all’Università degli Studi di Milano e nel 2013 consegue il dottorato di ricerca in Storia del teatro e dello spettacolo all’Università degli Studi di Padova. Dal 2008 conduce laboratori teatrali e di lettura a voce alta; collabora alla didattica degli insegnamenti di materie teatrali all’Università degli Studi di Padova e di Milano e a progetti di ricerca sulla storia del teatro e la scena contemporanea. Dal 2006 lavora come attrice. È diretta, tra gli altri, da Cesare Lievi, Lorenzo Loris, Renato Sarti, Tiziana Bergamaschi, Marco Di Stefano. Dal 2008 sceglie di lavorare stabilmente con ensemble indipendenti, come Crolloprospettico, ed è cofondatrice dei gruppi di lavoro Fumatori di carta, lattOria e Maledirezioni. Spettacoli delle compagnie lattOria e Maledirezioni in cui è attrice e coautrice del progetto conseguono alcuni premi (tra cui Falene, “Nuove sensibilità”, 2008; Countdown-il pessimista è uno che si è informato, “Offx3”, 2009; L’Isola degli Schiavi, “Previsioni” 2009; Antigone da Sofocle, di cui cura anche la drammaturgia, finalista di “Linutile del Teatro”, 2010;  Radice/Corsia degli incurabili, “Anteprima 89”, 2010). Negli ultimi anni con lattOria debutta in NO. Storia di Franca Viola (di Chiara Boscaro, coproduzione Teatro della Cooperativa) e con  Maledirezioni lavora a spettacoli sulla Storia italiana del ‘900 con drammaturgie collettive, in collaborazione con Teatro Linguaggicreativi di Milano. Nell’ambito del teatro sulla scienza è in scena in I calzini di Albert (spettacolo per la scuola primaria su Einstein). E’ attrice e autrice di L’altra metà della relatività. Spettacolo per una voce e un violino sulla giovinezza di Albert Einstein e Mileva Marić che debutta nel 2013 ed è poi più volte nella rassegna “Teatro e Scienza”, in scena al Planetario Infini-To, al Politecnico, all’Università e al Palazzo della Regione di Torino, oltre che in numerose scuole superiori.
Cantine del Castello Conti, Via Borgomanero, 15 Maggiora
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