Già nella sfera del miracolo rientra
il grappolo dell'uva trasformato
in vino. Ma per me, inetto adulto
avviticchiato a un negativo imprinting
di bambino, persuaso di non potere
assaporare mai l'allegrezza del governo
di artigianali, dolcissime alchimie,
rasenta l'ineffabile il momento
in cui verso in bicchiere le fatiche
di mio proprio, vinoso esperimento.

Dopo avermi accompagnato passo
passo nel paziente tragitto
che conduce alla bottiglia, il sapiente
amico vignaiolo ora stende per me il magico
referto: rubino scarico il colore,
con riflessi fucsia; il corpo medio; secco
e setoso il gusto; l'odore netto, intenso
e persistente, con note di foxi, resina e lampone
che invadono naso, bocca, cuore e mente.

E sono io che ho fatto tutto questo!
Io che ho donato al prossimo e a me
stesso, stille di gioia. Io che ho sconfitto -
almeno per un poco - il buco
della noia.

Il miracolo del vino di Franco Marcoaldi

 

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per le imminenti festività, vi raggiungano i nostri più sentiti auguri che, come un vino pregiato da assaporare sorso a sorso,  possano invadere gioiosamente, naso, bocca, cuore e mente. 

 Buon 2019!

Sorelle Conti

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