OTTO PASSI NEL PAESAGGIO NOVARESE

 

Mostra fotografica di Mario Finotti curata da RD eventi con la collaborazione del M° Mauro Maulini

"Il tempo di osservare" di Roberto Mutti

(...) Il compito che oggi spetta ai fotografi non può che essere profondamente diverso. Il fatto di vivere in una società incentrata sull’immagine rende paradossalmente secondaria la documentazione (che è ormai un dato acquisito), retorico il ricorso al pittoresco, ingenuo lo stupore per il nuovo che, quanto viene fotografato, produce immagini dotate di una loro accesa e perfino esasperata spettacolarità.
Eppure, ancor oggi continua ad esistere la vecchia distinzione fra “vedere” e “osservare” e sono i fotografi a dover ribadire il loro ruolo di fronte a un paesaggio naturale ed urbano profondamente modificato, attraversato com’è da mille segni contradditori fino a rendersi quasi opaco al nostro sguardo.
L’opera di Mario Finotti si situa proprio in questo ambito, soprattutto per la sua dichiarata inclinazione a fotografare quelli che in un suo precedente volume ha intitolato “i luoghi del quotidiano” perché, pur non essendo dotati di una qualche particolarità esteticamente enfatica, ci appartengono più di quanto non siamo disposti ad immaginare.
Nessuno di questi è entrato a far parte del Grand Tour che i giovani borghesi tedeschi, francesi e inglesi compivano nel XIX secolo toccando le più note città italiane e neppure è nei programmi dei turisti contemporanei che viaggiano in fretta solo nei percorsi stabiliti che collezionano come figurine da riporre nell’album dei ricordi.
Eppure, forse proprio per tutto ciò, questi luoghi conservano un loro fascino elegante. Il merito va al fotografo e alla sua capacità di indicarli con un vero e proprio invito a concentrare lo sguardo e a non distoglierlo, come forse verrebbe voglia di fare a molti.
Prendiamo ad esempio quegli alberi di vite che si contorcono gettando disordinatamente i loro rami in ogni direzione: la vigna ben ordinata non meriterebbe grande attenzione se non fosse per un edificio strano posto ai suoi confini che si rivela essere un piccolo, prezioso, osservatorio astronomico con tanto di caratteristica cupola di osservazione.
Mario Finotti avrebbe potuto avvicinarsi, riempire il fotogramma con il suo soggetto, darci forse più dettagli della costruzione, ma in tal modo avrebbe cancellato l’intima poesia del luogo. Invece la presenza della terra, le geometrie dei pali di sostegno delle viti e un cielo chiaro in cui si inseguono le nuvole mettono in moto la nostra fantasia che ci fa immaginare l’arrivo della notte, le ombre un po’ minacciose di quegli alberi, la terra molle che cede sotto i passi e quel cielo ora nero come lo abbiamo visto da bambini dove le stelle palpitano di una luce incerta che a pochi passi da noi, dentro l’osservatorio, si rivela nella sua scientifica essenza.
L’immagine presa ad esempio non è casuale perché il fotografo novarese ha uno stile che punta proprio su questo particolarissimo sguardo privilegiando nella ripresa il senso della profondità e quello della prospettiva. (...)

Inaugurazione: venerdì 24 ottobre 2008, ore 21.00
Cantine del Castello Conti - Maggiora (NO)
Durata: fino al 30 aprile 2009


MARIO FINOTTI
Nasce a Novara nel 1950 ed è fotografo dai primi anni settanta. Dal 1985 svolge una nutrita serie di reportages per l’Istituto Geografico De Agostini che lo vedono impegnato in numerosi servizi in Italia e all’estero.
Si susseguono molteplici pubblicazioni: “De Pagave”; “Quarantaquattro artisti novaresi”; “Ritratti artigiani”; i tre volumi: “I luoghi della produzione”, “I Luoghi del Culto” e “I Luoghi del Quotidiano”;“Cartastampata”; “I Cortili della Memoria”; “Le acque governate, storia e memoria del paesaggio”; “L’ornamento della città”; I Poeti Novaresi raccontano la loro terra”; “Novara nell’Ottocento”; “Novara, ritratto di una città”; “Novara nel Novecento”; “Novara: il territorio, la cultura, il lavoro”; L’occhio lungo della lingua”; “Il Nobile Collegio Caccia”; “Il patrimonio del povero”... oltre ad importanti mostre, fino ad arrivare, nel 2007, alle 52 immagini in bianco/nero di “Frammenti di paesaggio novarese” e della mostra “Otto passi nel Paesaggio novarese”(corredata da un catalogo curato dal critico Roberto Mutti), ora riproposta presso la sede delle Cantine del Castello Conti.

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