SIGNUM et VINUM

 

Con l'inaugurazione della mostra SIGNUM ET VINUM, una sorprendente raccolta d'incisioni del Maestro Mauro Maulini, si completa il percorso dedicato quest'anno ad un artista di grande sensibilità, essenzialità e nitidezza interpretativa.
La sua "lunga passione" è stata contagiosa pulsione creativa che ci ha portate al di là della proposta iniziale di un "semplice" studio grafico per una nuova etichetta.
Alle dodici tavole a collage, è seguita la realizzazione di tre etichette astratte per il Boca doc; la giocosa installazione "Pieni e Vuoti d'artista" e l'incisione "Boca Magnum", quest'ultima, ispiratrice di una rassegna enogastronomicartistica che vede coinvolti una decina di ristoranti.
Ora si termina o si riparte? dalle incisioni, con una sorpresa ancora una volta nata sull'onda di un incontro entusiasmante, un "divetissement" della fantasia che vorremmo infinito.

 

"Nell'ambito dell'arte bisogna ben distinguere lo scopo del rendere visibile: se si tratta cioè di notar cose viste per ricordarle, o di manifestare cose invisibili. Se avvertiremo questa differenza e la terremo ben ferma, allora potremo dire d'essere arrivati al punto principale della figurazione artistica." Così Paul Klee, riepilogando, appunta fra le note varie in margine alla sua "Teoria della forma e della figurazione".


Di certo Mauro Maulini è giunto "al punto", sebbene quel punto domini tuttora il centro dell'orizzonte agognato dalla sua ansia creativa: sempre raggiunto e tuttavia sempre sfuggente, sospinto da inesausta ricerca a ulteriori orizzonti, irraggiungibili, se non progettualmente, perchè è nella loro natura appartenere al futuro.
Perciò, ritengo, sia il mezzo incisorio, con il suo rituale tecnico meditato in ogni stadio, dalla progettazione all'incisione, dalla morsura all'inchiostrazione e, in fine, alla stampa, quello eletto dall'autore per "manifestare" l'ideale nettezza delle "cose invisibili", ossia per progettare le nitide forme che daranno contezza della pulsione, rivissuta consultando i depositi della memoria, suscitata talora dall'invisibile soffio di vento che scuote le foglie o increspa l'acqua che batte alla sponda, oppure talaltra dall'annoso gravare del tempo sulle pietre, sia quelle ordinate secondo rinascimentali memorie vitruviane, sia quelle scolpite per figurare il codice simbolico della rivelazione romanica. Ovvero quante altre, non esemplificate, ma ugualmente riemerse dal tempo mnemonico e restituite dall'autore alla vitalità emotiva del segno inciso. (...)


Nel suo studio Mauro Maulini è il maestro incisore perfettamente allineato alla secolare tradizione della nobilissima arte incisoria, che nell'arduo impegno manuale di una pratica operativa, spesso infida, talvolta eludente il controllo dello strumento, deve coinvogliare le lunghe e complesse meditazioni progettuali, la lucida sorveglianza intellettiva dell'azionecreativa e mantenere il nitore del disegno nella intricata tessitura degli effetti luministici e assoggettarsi, infine, alle estenuanti, angosciose attese che intervallano i susseguenti passaggi, ognuno col suo tormento creativo, fino all'opera compiuta.


Opera del Maulini di classica nettezza, accentuata dalla puntigliosa, estrema pulizia del disegno, riverbero, è stato detto, della sua pulizia mentale, che mi pare ponga l'autore, dotato di comprensione umanissima, fra gli interpreti più attendibili della nostracontemporaneità, tuttora esitante fra gli alti valori del patrimonio ereditato e gli indirizzi esistenziali incalzanti, tanto mutevoli quanto, per ora, dagli esiti inconoscibili".
Gian Franco Bianchetti


Inaugurazione: Sabato 20 ottobre 2007 - ore 17,00
Cantine del Castello Conti - Maggiora (NO)


MAURO MAULINI

Mauro Maulini è nato nel 1927 a Pettenasco e attualmente vive e lavora a Crabbia, frazione di Pettenasco, sul lago d'Orta. Ha compiuto a Milano gli studi artistici, conclusi coi corsi di figura all'Accademia di Brera. Nel 1966 ha cominciato ad esporre in mostre collettive e nel 1973 ha tenuto, ad Ivrea, la sua prima personale. Da allora altre quaranta si sono succedute in Italia e all’estero: le più importanti a Milano, Torino, Bologna, Novara, Lugano, Ginevra e New York. Vasta è la sua produzione grafica, prevalentemente acquafortistica. Ha realizzato scenografie e sculture per spettacoli della Svizzera italiana e per il teatro milanese di Gianni e Cosetta Colla: in particolare per "Il Bosco Vecchio" di Buzzati (1982) e per "Gelsomino nel paese dei bugiardi", di Gianni Rodari. Nel 2001 ha curato ad Omegna la progettazione e l'arredo artistico del Parco della Fantasia, realizzando le sculture e gli arcobaleni girevoli. Tra gli altri hanno scritto di lui: Eros Bellinelli, Eleonora Bellini, Egidio Bonfante, Raul Capra, Luciano Caprile, Carlo Carena, Roberto Cicala, Guido Davico Bonino, Enzo De Paoli, Walter Fochesato, Giulio Martinoli, Angelo Mistrangelo, Roberto Moroni, Marco Rosci, Angelo Dragone, Giovanni Quaglino.

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