Donne Made in Italy: ecco le storie di famiglia e d’impresa a Novara e dintorni

 

NOVARA, 23 MAR – Storia di famiglia e di impresa che s’intrecciano nell’esperienza di quattro imprenditrici novaresi protagoniste di “Donne Made in Italy – Food&Wine Storie di imprenditoria femminile tra vita privata e lavoro”, incontro promosso dal Comitato per la promozione dell’Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio.

 

Le quattro “ambasciatrici” del Made inNovara al femminile sono state Luisa Caldarola (Caldarola Pasticcerie S.r.l. – Novara), Paola Conti (Cantine del Castello – Maggiora), Maddalena Francese (Cascina Canta – Gionzana) e Cristina Marcone (D&C S.n.c. “Sapori in Corso” – Novara), che hanno raccontato le proprie esperienze venerdì pomeriggio a Casa della Porta a Novara, introdotte dalla giornalista Anna Carluccio e accompagnate da testi letti dall’attrice Chiara Petruzzelli.


E’ il secondo anno che il Comitato per la promozione dell’Imprenditoria Femminile propone un incontro di riflessione, oltre al consueto calendario di corsi: “Abbiamo deciso di dedicare la manifestazione a cibo e vino in onore dell’Expo che sta per cominciare, ma anche perché il settore alimentare è sempre più a forte componente femminile” ha introdotto Anna Ida Russo, presidente del Comitato. Un fatto impensabile fino a poco tempo fa.


Lo sa bene Paola Conti che, insieme alle sorelle, gestisce l’azienda vitivinicola di famiglia. “Mio padre non ha parlato per una settimana quando è arrivata la terza femmina; eppure è stata proprio mia sorella Elena che per prima ha voluto tornare al terreno di famiglia per imparare la cura del vigneto. Poi siamo arrivate anche io ed Anna, quando mio padre si è ammalato. Ma è stata dura: gli agricoltori della vecchia generazione ci hanno guardato a lungo con sospetto, anche per la nostra scelta di unire vino e arte promuovendo esposizioni in cantina. Con il tempo tutto è cambiato e per il nostro vino più rappresentativo, il vitigno Boca, ci siamo regalate l’etichetta “Il Rosso delle donne”.


Tutta al femminile anche la seconda generazione di Cascina Canta, azienda agricola a vocazione risicola a Gionzana. “I miei genitori hanno sempre guardato avanti – ha raccontato Maddalena Francese – Negli anni ’80 sono stati tra i primi a cominciare a lavorare e commercializzare il riso in autonomia e hanno sempre dimostrato fiducia in me e mia sorella Isabella. Il mondo agricolo è maschile, certo, ma non ho mai trovato difficoltà particolari: basta dimostrare impegno e competenza. E, a mio parere, conta tantissimo anche saper valorizzare il territorio e la sua storia. Certo capita di rispondere al telefono e di sentirsi dire: mi passa il titolare?”.

 

Se l’impresa è di famiglia, è facile che diventi una seconda casa. Con tutti i pro e contro. “Mentre le amiche attendevano il fine settimana per uscire, sabato e domenica invece io dovevo restare in negozio…E non parliamo delle Feste! – ha ricordato Luisa Caldarola – Oggi però è proprio la gestione del punto vendita a darmi la maggior soddisfazione. Non sono ancora riuscita a capire però come facesse mia madre a gestire il negozio e quattro figli. Da neo-mamma mi rendo conto che avere una famiglia e lavorare è un difficile gioco di equilibri. E se noi donne abbiamo una sensibilità in più, ben venga però anche la praticità degli uomini”.

 

E’ un tandem di amiche, invece, a guidare la gastronomia “Sapori in Corso” di Novara: “Due anni fa Daniela ed Io – ha spiegato Cristina Marcone – abbiamo deciso di impegnarci in qualcosa di nostro, aprendo un’impresa in proprio. Non avendo esperienza o familiari alle spalle, non è stato facile imparare tutto da zero ma pian piano ci siamo riuscite. Entrambe nella vita ci siamo sempre arrangiate da sole e così ora facciamo tutto, dal trasportare gli scatoloni ad aggiustare la caldaia. Il tocco femminile, però, c’è e si vede in tutto: dal senso materno con cui coccoliamo i nostri clienti più giovani all’attitudine multitasking che ti permette di dare un resto, servire, rispondere al telefono tutto insieme nel giro di pochi secondi”. Plasticità mentale che, a ben pensarci, si sposa perfettamente con le ramificate responsabilità dell’imprenditore.

l.pa. - OkNovara.it




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