Vignaioli Naturali a Roma 2014 – Vino di donne di Wine Roland

 

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Cantine del Castello Conti

I loro vini portano alle labbra il sorriso, prima di ogni altra considerazione. Sono contagiose Elena e Paola, la loro allegria è coinvolgente così come la voglia di capire e di scoprire. Fanno vino come già faceva il padre prima di loro; come ognuno di noi, sempre in bilico fra tra la continuazione conservatrice della memoria e l’aggiunta di una pennellata in più per cambiare senza stravolgere.

Flores 2012, Vino rosso. Nebbiolo in purezza, acciaio prima e poi tonneau, senza solfiti aggiunti, profuma di mora e di amarena, complessità balsamica, morbidezza ed estrema piacevolezza alla bevuta.
Colline Novaresi  2012 DOC, Nebbiolo in purezza. Stessi sentori del precedente, i profumi paiono più marcati, in particolare la parte verde sembra più rotonda; morbidezza sottolineata e tannini maturi.


Zingara 2012 Vino Rosso, Croatina in purezza.  Speziatura lieve di primo impatto, poi floreale di viola.  Al palato se ne apprezza la freschezza che ripete le sensazioni olfattive, con tannini morbidi e delicati. Finale di lampone, frutto e foglia. Da apprezzare con più calma e più attenzione da parte mia.


Boca DOC Il rosso delle donne 2009 Da Nebbiolo, Vespolina ed Uva Rara, questa è l’etichetta capolavoro delle sorelle Conti. Un naso che si apre con il profumo dell’acino d’uva spremuta e della vegetazione di vigna; sottobosco, ribes, viola si presentano man mano rilasciando impressioni di delicatezza. Corpo ben strutturato, senza nessuna esagerazione, lasciando ai tannini il compito di conferire rotondità ed alla sapidità quello di elargire piacevolezza e trasporto delle sensazioni tattili di ciliegia e di speziatura. Buon finale di discreta lunghezza. Se non fosse così buono, sarebbe da riassaggiare tra cinque anni, per poi aspettarne altri cinque.

Boca DOC Il rosso delle donne 2007 Grande, grandissimo vino. I profumi della terra bagnata si sovrappongono a quelli del sottobosco, foglie verdi, speziatura, un qualcosa di cacao. Come il precedente, gli aromi virano verso la delicatezza, amarena sotto spirito, ciliegia matura, ancora pepe rosso e poi fiori rossi recisi, di delicata malinconia come una poesia di Nazhim Hikmet. Corpo di gran struttura, tenore alcolico importante ma per nulla ingombrante, grazie alla sua freschezza e mineralità; l’acidità si fa portante delle sensazioni tattili dell’amarena e del cacao, ed i tannini accarezzano la bocca. Maturità ancora da raggiungere, una longevità che si misura in lustri, non in anni. Ma se lo bevete ora, vi assicurate delle sensazioni straordinarie.



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