I rossi delle sorelle Conti

 

Il Flores, 2010, è recalcitrante come ogni giovane puledro che si rispetti. Restio ad equilibrarsi è tutto un agguato ai sensi perché l’acidità e gli spigoli tannici si fanno sentire eccome. Solo la freschezza floreale e quella nota lieve di violetta lo placano un po’, ma del resto è un nebbiolo giovanissimo e non ci si può certo aspettare finezze e pienezze di corpo.

Il mix al 50% di Croatina e Nebbiolo che ha nome Zingara comincia ad introdurre il resto della gamma. Tutto frutta e croccantezza, tannico ma succoso, acido, minerale e ruspante senza dubbio. Un gran bel vino da pasto, che col cibo acquista la marcia in più: una beva che te lo fa scolare senza troppi fronzoli.

Il Boca 2006 è un giovanetto nel cuore dell’adolescenza e pure ti si para davanti già scuro, opulento e pieno. Un bicchiere di frutta rossa e un sottobosco umido e austero. Allo stesso modo in bocca il succo e il tannino s’equilibrano perfettamente con la solita spinta acida e minerale, terminando lunghi, molto lunghi.

Il riflesso mattone del Boca 1986 già ti dice tutto. Poi snasi bene bene, osservi ancora, snasi di nuovo. T’arrivano note ossidate e polverose e poi il cuoio e il surmaturo. Bevi e la solita spalla acida sostiene una freschezza invidiabile, una beva ancora pronta e scattante. Solo sul finale ritrovi il surmaturo che ammorbidisce un po’ il tutto.  Avere 26 anni e non sentirli!

Infine un Elixir che è un Boca pseudo-chinato fantastico. Tutto un misto di sensazioni speziate, medicinali, aromatiche e officinali, con nette note di mentuccia, cannella, chiodo di garofano e alloro. Un vero piacere mai invadente.

Il Flores è prodotto senza aggiungere SO2 ed alla stessa maniera saranno prodotti tutti i vini dal 201o a venire.

Sarebbe inutile spendere altre parole infatti tutto questo, e molto di più, lo trovate sulle colline novaresi, dove resistono i vigneti che producono questo piccolo gioiello enoico che è il Boca.

Tutto questo è custodito in un forziere che per le sorelle Conti è il Castello sognato, e poi realizzato, da loro padre, antesignano del roseo futuro del Boca e precursore di metodi produttivi ecologici e poco invasivi.

Tutto quello che posso dirvi infine è di mettervi al volante e passare in questa azienda.

Tutto il resto, tutto quello che conta, lo imparerete lì.

ps con questo post inauguro la categoria “rossorubino”. Ne faranno parte i resoconti delle serate alla Vinoteca Rossorubino (a Viareggio) alle quali riuscirò a partecipare e che, in parte, sono co-organizzate anche dal sottoscritto il quale, sia chiaro, non ci prende nulla. Nè in moneta, nè in prodotti. Ecco, giusto per trasparenza.

 

Riccardo Francalancia Vivanti-Siebzèhner


http://genuvino.wordpress.com/chi-sono/

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