Al castello Conti i bei volti degli alpini di Di Nozzi di Fulvia Minazzoli

 

Nella serata di sabato 8 dicembre al Castello Conti di Maggiora si è svolta l'inaugurazione della mostra fotografica "Valsesia. Volti d'alpeggio".

Per i convenuti all'evento si può ben dire che sia stato un viaggio nel mondo semplice e incontaminato, dei pastori walser dell’Alta Valsesia. La galleria di ritratti appesi alle pareti hanno preso vigore e significato grazie al racconto che l'autore Lorenzo Di Nozzi  ha fatto ai presenti con chiarezza  narrativa mista a  trepido entusiasmo.
Il tutto è nato da un sogno che si è fatto idea e poi è divenuto progetto fotografico. L’intento di contribuire a preservare la memoria della comunità dei pastori dell’Alta Valsesia,discendenti delle popolazioni Walser che rischiano di scomparire, ha iniziato a concretizzarsi nell'estate del 2009 quando il fotografo si è portato ad Alagna, ha incontrato don  Carlo Elgo, ne ha parlato e da lì - carta topografica alla mano e passepartout in nome del Parroco- si è messo a raggiungere gli alpeggi tra Alagna e Riva Valdobbia.

E' risaputo che i montanari- per la natura stessa del loro isolamento ambientale- stiano sulle loro nel contatto con i forestieri. Il Di Nozzi al contrario è riuscito a penetrare in questo mondo d'alta quota vincendo ritrosie e diffidenze. Lo testimoniano i tanti ritratti in baita o tra i pascoli di uomini, donne, giovani e bambini, spontanei sorridenti, pensierosi, intenti al lavoro, in compagnia degli amati animali, fieri, sorridenti e belli. Delle foto in bianco e nero che dall'attualità del calzone mimetico e della maglietta stampata regrediscono nei visi marcati di rughe e nei pesanti scarponi uguali agli avi di un secolo fa.

Non è stato facile - ha spiegato l'artista- salire, avvicinarsi con mente e cuore alla realtà pastorale, prendere tempo e lasciar passare anche un giorno per ottenere, dopo narrazioni e confidenze, un solo scatto.
Alpeggio dopo alpeggio si è fatto credibile  ed atteso e - afferma convinto- ne è valsa la pena, non solo per il lavoro in sè, ma in particolare per la conoscenza di gente e vita che meritano di essere apprezzate e salvate e che danno punti in confronto ad un'esistenza sempre più comoda quanto logorante.

Tradizione e fatica, orgoglio e serenità sono i connotati della gente valsesiana che si può incontrare nel libro scaturito dopo due anni dal sogno di De Nozzi, pubblicazione  che raccoglie  le fotografie   corredate di nomi e di luoghi ed accompagnate da testi in lingua walser e traduzione a fronte.

Ma chi è Lorenzo Di Nozzi? E' fotografo di scena; vive  tra la Spagna e il Lago d'Orta; attualmente lavora come fotografo ufficiale del Palau de la Musica di Barcellona,  dell'International Jazz Festival di Barcellona e delle Settimane Musicali di Stresa, collabora con teatri e manifestazioni spagnole, come il Teatro Victoria, il Barcellona Gospel Festival, il festival PalauJazz. Recentemente ha collaborato con il Teatro Regio di Torino.

Ad amare il Monte Rosa sin da piccolo  gliel'ha insegnato il padre; da grande è tornato a frequentarla e- come recita la preghiera walser arrampicati sul monte, lassù svanisca con te  ogni affanno-  ha trovato la sua serena semplicità  e l'ha magistralmente fotografata. Fulvia Minazzoli

  


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