Boca in degustazione a cura di AIS Torino

 

Breve introduzione geografica: siamo tra la valle Sesia e il lago d’Orta, in provincia di Novara, in un pugno di cinque piccoli comuni di cui Boca è il principale e l’unico interamente contemplato; gli altri quattro (Cavallirio, Grignasco, Maggiora e Prato Sesia) sono compresi parzialmente ma non per questo in modo meno significativo. Questa piccola zona del Nord Piemonte è Boca, così come la DOC riconosciuta nel 1969 ne circoscrive i confini.

Detto questo vale la pena spendere la prima puntualizzazione: Boca è soprattutto un terroir, una piccola grande anima dell’enologia italiana capace di distinguersi per nerbo e tipicità come poche altre. Suolo di origine vulcanica, venato da scaglie porfiriche di colore rosa, da sabbie drenanti, arido e acido, è tuttavia in grado di dare vita a vini che giocano sulla sottigliezza, sulla mineralità, su sentori a tratti selvaggi ma di classe proprio perché autentiche espressioni di un terroir.

AIS Torino intesse da tempo un rapporto molto stretto con i vini di Boca, allestendo sovente eventi che focalizzino l’attenzione degli appassionati e degli operatori del settore vinicolo sui Nebbioli dell’Alto Piemonte, prima fra tutti la rassegna annuale di Villa Sassi.

Nell’ambito della rassegna Vinum 2009 si è presentata invece l’occasione di poter prendere parte a una degustazione trasversale di Boca provenienti da quattro aziende vinicole diverse, con la presenza dei produttori Christoph Künzli ed Elena Conti.

Seconda puntualizzazione: da una stessa matrice territoriale possono prendere vita vini di personalità differente e definita, senza per questo allontanarsi dall’appartenenza d’origine. Questa degustazione ne è stata la felice conferma.

 

CANTINE DEL CASTELLO CONTI – MAGGIORA (NO)

Le sorelle Conti adottano macerazioni di 2-3 settimane, malolattica a temperatura controllata e maturazione in tonneau non nuovi per circa tre anni. Affinamento in acciaio e quindi in bottiglia. Nel nome del rispetto e della pazienza. La composizione delle uve prevede, oltre al Nebbiolo, un 20% di Vespolina e una minima parte variabile di Uva rara.

Boca DOC Il Rosso delle Donne 2004

Colore rosso granato con sfumature aranciate, trasparente, di bel riflesso. Al naso propone sentori dolci, polvere fine di cipria e polline, cioccolato al latte, noce moscata, sentori di menta ed eucalipto che ne ampliano il registro olfattivo, declinandone indiscutibilmente le proprietà al femminile. Note un poco più virili a carico della mineralità, con selce e pietra calcarea in discreta ed elegante evidenza.In bocca il vino gioca sull’equilibrio, che è quasi perfetto, freschezza e tannino sugli scudi. Sulla buona strada per definire in maniera più precisa le sue componenti morbide. La chiusura sprizza vivacità grazie a un finale agrumato e sgrassante.Merita una nota il secondo naso, in cui l’anima più insofferente del Boca viene fuori con note di caffè tostato e sentori ematici e carnosi. Mai dare le donne per scontate...

Boca DOC 1993

Rosso granato che sfuma verso l’aranciato, di bella limpidezza. Naso che oscilla tra sentori mielati e variazioni vegetali di salamoia ed erbe officinali per svoltare inaspettatamente, dopo qualche minuto nel bicchiere, verso la pesca ripiena, la nocciola tostata e la piccola pasticceria.In bocca ha un impatto giovanile, di vivida freschezza e sapidità, il frutto si affaccia delicatamente per poi sprigionarsi nel finale in un blend di miele di tarassaco e pompelmo rosa maturo. Da apprezzare nel complesso l’equilibrio gustativo di fondo.

Boca DOC 1985

Vino di colore rosso granato tendente all’aranciato, lacrime lente e archetti fitti a delinearne la consistenza. Naso che colpisce innanzitutto per una netta mineralità e un velo etereo che lentamente lascia il posto alla scorza d’agrume candita e al tabacco dolce da pipa, delineandone il carattere aristocratico.In bocca esprime un’avvolgente morbidezza, tannini maturi, freschezza ancora ben presente a puntellare la struttura signorile espressa all’olfatto. Il finale è balsamico, netto, pulito.A volerlo antropomorfizzare lo paragonerei a una giovane nobildonna di campagna. Anche in questo caso il 1985 ha regalato piacevoli sorprese.

http://www.aistorino.it/racconti-di-degustazione/nel-mondo-?start=10

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