Le parole e il vino di Biamonti al Castello Conti

di Fulvia Minazzoli

 

Vino e parole continua ad essere il binomio che spesso ha contraddistinto le serate alle Cantine Castello Conti di Maggiora.
Anche la serata di sabato 17 settembre si è sviluppata attorno ad uno scrittore e alla sua terra di vigneti, questa volta però si è trattato di Francesco Biamonti e del Ponente ligure.

Il perché di questa scelta è stato spiegato da Elena Conti che, a una presentazione di vini dell’Alto Piemonte tenutasi a Roma anni fa, rimase colpita da una frase  tratta dal libro “Vento largo” di F. Biamonti, utilizzata da Armando Castagno come introduzione alla degustazione. A distanza di tempo, grazie all’incontro con Marco Blancardi, produttore di rossese, è stato possibile contattare la relativa Associazione letteraria dedicata all’Autore, proponendo un incontro di cultura e degustazione.

Castagno, giornalista, insegnante dell'Associazione Italiana Sommelier nonché grande estimatore di Biamonti, con passione e competenza, ha introdotto i numerosi presenti nel mondo di Biamonti.Uomo dalla biografia normalissima di bibliotecario, poi ragioniere, prima di dedicarsi alle lettere, vissuto a San Biagio della Cima, paese dell'entroterra prossimo al confine francese, da cui il suo essere scrittore occitano. Persona però tutt'altro che normale che- a dispetto del suo dichiarare "Non ho da raccontare. Il mio è un paese insignificante"- ha dato alle parole uno straordinario potere evocativo, rappresentando quadri di vita, in cui il narrare è di descrizione dell'animo umano e del paesaggio data una determinata situazione.

La sua geografia è stata il golfo di Genova, la sua ispirazione gli scritti di Calvino,la musica di Debussy e  la pittura di  Cezanne; lui critico d'arte e promotore di una stretta cerchia di pittori.
Scrittore non prolifico  ha lasciato quattro romanzi più uno incompiuto:" L'angelo di Avrigue","Vento largo", "Attesa sul mare "e "Le parole e il silenzio", per gli ultimi due è stato finalista al premio Campiello; scrittore poco conosciuto ma di qualità, da avvicinare a Pessoa per dinamica narrativa e impostazione dei dialoghi, per il relatore di capitale importanza a livello italiano.
Personaggio che la serata ha contribuito a far conoscere grazie alla lettura di brani scelti letti da Corrado Ramella, cugino e presidente dell’Associazione Amici di Biamonti, anche alla presenza di Giancarlo, fratello della scrittore.

Con la descrizione di Dolceacqua, amena località nella valle della Nervia vicino al paese natale di Biamonti, è iniziata la degustazione del vino Rossese di Dolceacqua di cinque produttori, con l'accurata spiegazione enologica della produzione vinicola della zona a cura dello stesso Castagno e con l'intervento di due produttori del posto. f.m

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