Dai Colli Novaresi alla Liguria: una serata tra vino e romanzo

di Mariella Debernardi

 

Una manifestazione di successo che ha saputo toccare le corde del cuore e il palato più allenato a cogliere le meraviglie nascoste in un bicchiere di buon vino. Parliamo della serata organizzata il 17 settembre da “Il rosso delle donne” cioè da Paola ed Elena Conti, nelle suggestive Cantine del Castello di Maggiora. Denominatore comune la passione per il vino e le arti, espressa in questo caso dal Rossese di Dolceacqua, terra di Liguria magistralmente interpretata dallo scrittore Francesco Biamonti.


L'idea di coniugare per la seconda edizione di “In Vino VeritArs” i profumi dei prodotti tipici dell'estremo Ponente ligure con le parole dei libri di Biamonti, era scaturita da un incontro di Elena con Marco Blancardi, produttore di Rossese a Perinaldo, innamorato, come i suoi conterranei, dei romanzi dello scrittore locale.
Perché ogni vino ha una sua storia: quella del Rossese si rispecchia nel contesto culturale che ha dato vita, parole, emozioni ai brani letti nel corso della serata, a scandire la colta lezione tenuta da Armando Castagno, giornalista di Bibenda e docente all'AIS. Corrado Ramella, presidente dell'associazione “Amici di Francesco Biamonti” ha nel frattempo interpretato con bravura i  sentimenti legati a quel territorio aspro e dolcissimo, pieno di luce e di voli di farfalle, dove il lavoro in vigna è ancor più sacrificio e gratificazione.

 

Come la degustazione dei vini di cinque produttori liguri ha dimostrato. Assaporare cinque Rossese di carattere, frutto della passione di Giovanna Maccario, Filippo Rondelli, Antonino Perino, Marco Blancardi e Danila Pisano, è stato anche ricordare la terra di Maggiora, di Boca, dei colli novaresi dove si produce con la stessa determinazione a voler raggiungere risultati stupefacenti in bocca e nel cuore.


Non basta: saziati dalle narrazioni di Biamonti su una Liguria accecante e ritrosa, il folto e scelto pubblico ha avuto il piacere di ascoltare le voci di alcuni tra i produttori, ospiti al Castello, che hanno trasmesso il senso del loro vino, l'unicità della loro enologia, invitando a ritrovare i sapori di un terroir eroico e indimenticabile, proprio come quello di Maggiora e di Boca. Ha ritrovato nelle  sembianze del fratello di Biamonti la figura limpida e riservata dell'indimenticabile autore vallecrosiano. Ha apprezzato le prelibatezze dell'azienda agricola biodinamica “Il carciofo” di Francesco Guglielmi, sindaco di Perinaldo. Ha accompagnato ai vini liguri e a quelli delle cantine Conti i piatti tipici di San Biagio, paese natale di Biamonti: coniglio alla ligure, acciughe ripiene, torte di verdure, un gaudio per tutti i palati. E infine ha rivisto attraverso gli occhi di Ario Calvini la terra di Liguria, fermata dall'obiettivo in scorci di rara bellezza.


L'evento settembrino ha saputo fondere le realtà di due regioni confinanti, dal clima diverso ma dalla stessa determinazione a far bene, dappertutto: in vigna, in cantina, in cucina, nell'arte letteraria e fotografica. Un plauso alle sorelle Conti, che con “Il rosso delle donne” continuano la tradizione familiare di godere del vino che è arte; e dell'arte che si trasfonde in forme squisite, da degustare in compagnia e in amicizia.

 

Dai Colli Novaresi alla Liguria: una serata tra vino e romanzo. Di Mariella Debernardi

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