Mostra Sergio Bonfantini alla Borgo Arte

 

sabato 9 settembre inaugurazione della mostra “Dialogo con Morandi e Casorati”:

alle ore 17.00 presso Fondazione Marazza con presentazione;

alle ore 18.00 la mostra prosegue presso Galleria Borgo Arte di Borgomanero con rinfresco con i nostri vini.

 

Borgo arte corso Mazzini 51 Borgomanero (No)

Tel/fax 0322 834262 cell.: 333-8093905 

 

mail: galleriaborgoarte@gmail.com

 PERIODO:   09.09.2017  -  23.09.2017

 

Con Giorgio Morandi non c’è dialogo ma solo confronto. La lezione di Felice Casorati è invece importante, perché Sergio ragazzo è andato a scuola dal “Bel Felice”.

Ma a guardare i Riflessi degli anni Venti si vede quanto più palpitante di luci e trasparenze e pregni di ritmo costruttivo siano i vetri e le bottiglie di Sergio rispetto, ad esempio, alla tavolata della Attesa di Casorati, di soli dieci anni prima.

In questo quadro di Casorati è evidente la disposizione scenografica e della figura in posa, così diversa dal poeta Richelmy ripreso con una zoomata introspettiva.

La zoomata in profondità è tipica anche di Sergio pittore di interni e nature morte. Come Giorgio Morandi, anche Sergio dipinge, per cinquant’anni, bicchieri, bottiglie e altri oggetti. La materialità bella e corposa e l’elegante sensuosità delle bottiglie di Sergio si contrappongono alla metafisica di quelle un po’ sfatte ed evanescenti di Morandi. Le nature morte di Sergio sono sempre come a disposizione, dentro una storia di eventi, avvolte da uno sguardo che si muove nello spazio.

 

BIOGRAFIA  

Sergio Bonfantini (Novara 1910-1989) inizia la sua attività di pittore a Torino, nello studio di Felice Casorati. Del 1929 è la sua prima mostra alla Galleria Milano, presentata da Giacomo Debenedetti, dove espone 27 quadri, fra cui La famiglia del bifolco, oggi alla Civica Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino. Sergio Bonfantini in questo periodo dipinge secondo una originale interpretazione di un espressionismo alla Permeke e alla Sironi, come è stato detto da Marco Rosci e da Rossana Bossaglia, mentre i temi sono ispirati al mondo rurale, vissuto senza alcun compiacimento retorico. Espone più volte alla Biennale di Venezia (1930, 1932, 1936) e alla Quadriennale romana (1931, 1935, 1939) acquisendo un profondo senso di autonomia creativa che troverà un suo più completo riconoscimento nelle personali di Palazzo Lascaris a Torino (1937) e alla Galleria Borgonuovo a Milano nel 1942. Dopo l’impegno nella Resistenza, in cui fu partigiano combattente, come i fratelli Mario e Corrado, nel 1948 è ancora alla Biennale di Venezia e alla Quadriennale  di Roma, alle quali faranno seguito numerosissime mostre personali in Italia e all’estero. Nel secondo Novecento l’esistenzialismo contadino di Sergio si incrocia con le trasparenze concettuali che culminano nella serie Blow up, dal 1968 in poi. Il virtuosismo del colore si affina sino alla Primavera sul Ticino del 1987. Dopo la sua morte, avvenuta il 22 gennaio del 1989, nasce per volontà testamentaria del pittore la Fondazione Sergio Bonfantini il cui intento è custodire e divulgare il vasto patrimonio artistico di questo maestro del Novecento italiano. Dal 30 maggio 2009 un’importante collezione di quadri della fondazione è visitabile come esposizione permanente nelle sale del palazzo comunale di Borgomanero. Altre opere della Fondazione Sergio Bonfantini sono visibili presso la Fondazione Achille Marazza di Borgomanero, nella “Sala Bonfantini”. Nel 2012 la Fondazione Sergio Bonfantini ha istituito un sito internet dedicato all’opera del pittore.

 

www.fondazionesergiobonfantini.it


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